vinova/ Agosto 9, 2017/ Blog

di Carla Spessato bici 2

Proviamo a fare un viaggio immaginario in alcune città europee che hanno intrapreso un notevole cambiamento e che hanno deciso di investire nella transizione ecologica e nella resilienza. Città come Essen nella Ruhr tedesca, Eindhoven in Olanda, la francese Grenoble, Barcellona, Bristol, Copenaghen… Proviamo a capire i punti di forza e le prospettive e riportiamole su Vicenza per intuire, come e dove, sviluppare azioni per l’adattamento ai cambiamenti climatici e per rafforzare la resilienza complessiva del  suo territorio.

Caratteristica di queste città è la cultura d’impresa, che ha fatto sì  che negli anni scorsi ci fosse un ampio sviluppo urbano, un imponente consumo di territorio, la creazione di molte infrastrutture e una grande densità abitativa. L’economia però è cambiata e spesso rimangono, del periodo trascorso, solo “macerie”: enormi capannoni non utilizzati, strade non finite e spazi commerciali in degrado. In molte città questo viene vissuto come un problema, le città sopracitate invece, hanno cambiato paradigma e hanno trovato una prospettiva tutta nuova che ha portato a scelte politiche ed economiche ispirate a una visione diversa e propositiva.

L’ambiente, è diventato un’occasione per investire, con forza e decisione, nella rigenerazione urbana e nella ricostruzione di spazi naturali. Il nero dell’asfalto e il grigiore degli immobili in disuso è stato sostituito dal verde degli spazi pubblici e dei quartieri sorti dopo la scelta di cambiare orizzonte. Cemento e abbandono  hanno lasciato lo spazio alla ricerca, alla sperimentazione e al futuro: un segno che indica un’economia differente, redditizia nella misura in cui non è più il solo calcolo economico a dettare le decisioni, ma la prospettiva dello sviluppo umano.

Alcune di queste città hanno iniziato ancora nella fine degli anni ’90 a rinnovare la loro struttura paesaggistica, economica e sociale in termini di resilienza. Mobilità elettrica, grande utilizzo dei trasporti pubblici, piste ciclabili, connessioni tra centro storico e periferie, tante zone 30 e strade esclusive per le biciclette sono state le mosse chiave del cambiamento. Il paesaggio è completamente cambiato  con colline e laghetti che hanno preso il posto di fabbriche e con la creazione di piste ciclabili  parallele a tutti i percorsi stradali. A trarne beneficio non è stato solo l’ambiente, ma anche la cultura, la creatività e la partecipazione. L’esempio più riuscito è quello della  ex zona industriale della Philips conosciuta come Strijp-S a Eindhoven.

Questi modelli di città vanno studiati a fondo e sicuramente possiamo trarne tanti suggerimenti da riportare nella nostra città. Quali?

Innanzitutto la visione: immaginare il futuro, facendo diventare la riconversione industriale un’opportunità. La partecipazione e la costruzione di un percorso capace di connettere amministrazioni e comunità e la continuità nei progetti.

In secondo luogo l’investimento in ambiente, cultura e innovazione deve essere deciso e diretto. Bisogna studiare una strategia complessiva, basata sul ripristino ambientale e sull’innovazione, sociale ed economica. La chiave è agire localmente per rigenerare l’ambiente naturale e riconnettere le comunità con il territorio.

Infine, va agli amministratori il convincimento di credere, fino in fondo, a cosa può portare un’azione volta a rigenerare un ambiente considerato distrutto. Attraverso la diffusione di una nuova idea di sviluppo basato sulla rigenerazione ambientale, le “infrastrutture verdi” si trasformano in lavoro e opportunità. Le percentuali descrivono le superfici di suolo recuperato e non solo consumato. Una differenza sostanziale perché  le scelte messe in atto significano  riappropriazione di un bene comune e creazione di un elemento naturale che restituisce speranza collettiva. Un’azione complessa ma che consente di avere uno sguardo nuovo sulla nostra città: non più intrisa dal senso di declino, ma con un ritrovato equilibrio, dov’è possibile continuare a immaginare il futuro, in un mondo che cambia e che affronta nuove sfide.

Nella fotografia: Eindhoven @Johannes Kassenberg

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