Un’idea di città

Premessa

Vicenza potrebbe essere un’ottima città in cui scegliere di vivere. Una città a misura d’uomo, senza il caos delle grandi metropoli, ma nemmeno l’isolamento dei piccoli centri. Non mancano tuttavia i problemi: dall’inquinamento, alla percezione d’insicurezza, ai collegamenti carenti. Negli ultimi anni pesa inoltre un senso di declino, acuito dalla crisi della “banca del territorio” che ha travolto decine di migliaia di risparmiatori, mettendo a nudo l’inadeguatezza di un’intera classe dirigente. Pesa inoltre un certo isolazionismo del capoluogo, che ha lasciato la città ai margini di quei processi di integrazione metropolitana oggi necessari per rispondere al salto di scala della competizione internazionale.

Vicenza continua comunque ad avere notevoli potenziali di sviluppo, per realizzare i quali deve però uscire da una dimensione provinciale e periferica per giocare invece su un campo più aperto, candidandosi a diventare punto di riferimento sia nell’organizzazione metropolitana del Nord Est, sia nella rete delle città europee più dinamiche. Vicenza deve imparare a mobilitare con più convinzione le idee, le persone e le capacità di cui dispone per promuovere l’innovazione del tessuto produttivo e culturale, sviluppare nuovi servizi, creare opportunità concrete per i giovani.

A Vicenza serve dunque una visione che la aiuti ad andare oltre il ricordo di un passato glorioso, per muoversi invece con coraggio su progetti di innovazione economica, sociale e urbana rivolti al futuro. Vicenza può uscire dalla situazione di difficoltà in cui è scivolata negli ultimi anni, percorrendo un proprio e originale percorso di sviluppo. Serve dunque un’idea di città che renda possibile guardare con più fiducia allo sviluppo possibile della comunità nel lungo periodo.

Ci sono alcuni concetti chiave che rivestono per noi un ruolo centrale nella nuova visione di città. Il primo è l’inclusione sociale, che risiede nei valori di solidarietà verso chi è in difficoltà, nella disponibilità ad accogliere nuovi soggetti e nuove idee, ma anche nel garantire condizioni reali di sicurezza ai cittadini. Il secondo è la valorizzazione dei beni comuni, a partire dall’ambiente, al patrimonio culturale, alle conoscenze produttive che rendono possibile alla comunità locale partecipare da protagonista a una globalizzazione intelligente. Il terzo è la capacità di innovazione quale fattore chiave per la creazione di opportunità di lavoro, grazie anche al ruolo della scuola quale motore della crescita personale e dello sviluppo sociale e urbano.

Una visione “urbana” di sviluppo sostenibile

In tutto il mondo si sta accentuando la tendenza verso l’urbanizzazione. Anche nelle economie più avanzate stanno crescendo le città e le aree metropolitane che hanno saputo tutelare l’ambiente, adottare tecnologie a servizio di una mobilità intelligente, coinvolgere i cittadini nelle scelte importanti, creando un clima culturalmente vivace e aperto all’innovazione. Alcune città stanno perciò diventando attrattori di investimenti e talenti. Altre li stanno invece perdendo, entrando in una pericolosa spirale di declino.

La carenza di visioni comuni per le città del Nord Est ha di fatto bloccato progetti di più ampio respiro. La crisi ha messo in ginocchio molte imprese, ma per fortuna molte altre hanno resistito e stanno ora organizzandosi per una fase competitiva più difficile. Come altre città a forte base manifatturiera, Vicenza è stata duramente colpita dalla crisi. Purtroppo non si intravvedono ancora politiche capaci di promuovere l’innovazione in modo diffuso sul territorio, facendo fare un salto di qualità al nostro modello. E’ tuttavia possibile reagire a questa situazione di difficoltà con l’obiettivo di riportare la città su un sentiero di sviluppo urbano sostenibile.

Vicenza può infatti aspirare ad essere un polo di attrazione importante nel Nord Est coltivando tre risorse fondamentali: innanzitutto la cultura d’impresa, attraverso cui creare nuovo lavoro e coinvolgere i giovani in progetti di innovazione utile per il mercato e la comunità; la crescita di reti formative di eccellenza, rafforzando le relazioni con le Università di Padova e Verona al fine di creare un polo di ingegneria ed economia dell’impresa come componente fondamentale del nuovo politecnico del Nord Est; lo sviluppo di una Smart City intesa come città “vivibile” e “vitale”, nella quale la tecnologia viene messa al servizio della qualità della vita e dell’ambiente.

Le nostre scelte non sono guidate dall’utopia della città perfetta, bensì da un cammino consapevole verso una città più intelligente, sostenibile e inclusiva. In questa direzione vanno indirizzate anche le public utility del territorio, che possono riposizionarsi sull’erogazione di servizi complementari alla sola vendita di gas ed energia elettrica, ritrovando, come Smart City Company di Vicenza, la vocazione originaria di strumento al servizio della città senza abbandonare il rispetto dei criteri di efficienza che il confronto con il mercato richiede.

Accanto a questa visione di sviluppo sostenibile è importante rilanciare anche un nuovo e più adeguato sistema di welfare di comunità. Un welfare generativo nel quale anche i cittadini possono svolgere un ruolo attivo nella creazione e gestione dei servizi, dove si presta attenzione all’integrazione sociale, ai nuovi disagi, all’esigenza vitale di promuovere una società più inclusiva.

Uno dei pilastri dell’attrattività della nostra città nella competizione europea per l’attrazione dei talenti dovrà essere proprio lo sviluppo dell’economia circolare e di produzioni a impatto zero. In tale prospettiva possono svolgere un ruolo importante i nuovi sistemi di mobilità intelligente e una politica per l’efficienza energetica degli edifici e dei quartieri. Anche lo sviluppo di reti bi-direzionali di energia e telecomunicazioni (smart grid) possono dunque contribuire alla crescita di una nuova economia. Questo significa che l’ambiente non è più visto come esternalità su cui scaricare i residui del metabolismo economico e sociale, bensì come bene essenziale della collettività, di cui non solo avere cura, ma grazie al quale far crescere un nuovo e più sostenibile modello di sviluppo.

Riteniamo che la declinazione operativa di questi principi di sviluppo sostenibile della città possa avvenire a Vicenza attraverso cinque temi principali.

Quartieri

Parlando delle periferie delle grandi città, Renzo Piano ha giustamente osservato: ”Tutte le periferie nascono con le migliori intenzioni. Sono poi il tempo, l’incuria e il degrado che le trasformano in luoghi in cui si potrebbe stare meglio”. Anche se Vicenza non soffre dei problemi delle periferie metropolitane, nei quartieri della città si stanno accumulando troppe aree abbandonate, in cui avanzano l’abbandono e l’incuria, e dove spesso si insinua una criminalità diffusa.

La “periferia” di Vicenza, intesa come somma dei “buchi” abbandonati della città, inizia appena fuori dagli assi principali del centro storico. Oltre la Basilica Palladiana e Piazza Matteotti, subito dopo Corso Palladio e la parte alta di Corso Fogazzaro, si sviluppa una città disordinata, in cui si alternano cose belle ad aree in cui si potrebbe stare meglio, ad altre ancora in cui regnano incuria, inattività e abbandono. Inizia da qui la ricucitura della città con il suo centro, con l’obiettivo di ricreare condizioni urbane di efficienza e, allo stesso tempo, recuperare spazi di lavoro e di comunità. E’ una città che facendo leva sulla ristrutturazione urbana trova le occasioni per ridiscutere il proprio essere comunità di cittadini consapevoli. Il “rammendo” che immaginiamo parte perciò dalle persone, dall’inserimento nelle aree su cui si interviene di attività nuove e con esse uomini, donne, giovani e anziani in una composizione funzionale a una città viva e vitale. La periferia deve diventare complementare all’asse “museale” centrale Chiericati – Basilica – Corso  Palladio – Corso  Fogazzaro che rimangono punti di eccellenza dell’offerta turistica e delle mostre d’arte. Una periferia che, proprio perché “eccentrica”, aperta, non condizionata, diventa luogo ideale in cui fare innovazione e stimolare nuova occupazione, soprattutto giovanile.  Una periferia in cui, dove serve, si attivano reti di solidarietà pubblica e “mutualistica” a servizio delle fasce più fragili – dagli anziani soli, alle persone con disabilità, ai giovani NEET, alle tante famiglio italiane e straniere in difficoltà. Aree in cui l’ente locale svolge il fondamentale ruolo di tenere insieme sia chi ha avuto maggiore fortuna e opportunità nel ciclo di sviluppo, sia chi, partendo svantaggiato, è invece rimasto indietro.

Un Laboratorio per l’innovazione urbana (City Lab) favorirà la nascita e il coordinamento delle idee sulla città attraverso il coinvolgimento di imprese, giovani talenti, associazioni. I partecipanti al City Lab – affiancati da esperti, tecnici, imprenditori, amministratori – lavoreranno al ri-disegno degli spazi urbani per migliorare la qualità della vita urbana a Vicenza.

Innovazione
La capacità di sostenere l’innovazione deve essere un elemento qualificante dell’azione amministrativa. Innovazione significa creare nuove attività nell’ambito di sistemi intelligenti di gestione dell’energia (produzione, gestione delle reti, efficientamento energetico, software di controllo), della mobilità (pubblica, car sharing, ciclabile, pedonale), dell’utilizzo del patrimonio pubblico (riuso, alienazione, nuove opportunità), di un welfare inclusivo (social housing, servizi di comunità e accoglienza, reti di assistenza e mutuo-aiuto, piattaforme per il volontariato).

I soggetti che sviluppano innovazione troveranno nel City Lab la “palestra” in cui testare e mettere in circolo le idee. L’innovazione guiderà anche il recupero anche architettonico delle aree periferiche determinando un ciclo virtuoso per ricucire e ridefinire le diverse parti della città. Una città viva in tutte le sue diverse configurazioni potrà essere molto più attrattiva di oggi e giocare un ruolo rilevante nello sviluppo dell’area metropolitana del Nord Est.

Lavoro

La creazione di occupazione è il risultato e insieme la misura del successo delle nuove idee per la città. Occupazione per anziani e studenti che possono partecipare ai progetti con ruoli adeguati alla loro disponibilità. Ma anche vero e proprio lavoro per giovani, imprenditori innovativi, nuovi artigiani, commercianti, operatori del sociale.

Solo la creazione di nuova occupazione nelle periferie potrà contribuire a rigenerare gli spazi urbani. In tale contesto svolgeranno un ruolo importante le organizzazioni sindacali, le associazioni imprenditoriali e i corpi intermedi, chiamati ad affiancarsi a sistemi innovativi che andranno a ri-disegnare a livello micro i rapporti di lavoro.

Scuola

La scuola unita alla cultura è componente fondamentale di questo percorso verso una città più intelligente, sostenibile e inclusiva I giovani potranno acquisire opportunità per una vita migliore e rimettere in moto quella dinamica sociale che nel nostro paese è ferma da troppo tempo, solo partendo da una scuola più libera e responsabile, aperta al mondo e al cambiamento, collegata alle imprese e alle professioni, connessa alle esigenze del territorio. Ridare centralità alla scuola non significa, perciò, garantire soltanto trasmissione e sviluppo delle conoscenze dei giovani, ma anche fornire strumenti per una crescita sociale e culturale, per svolgere un ruolo attivo nella società e sentirsi protagonisti dello sviluppo economico, tecnologico, politico. Solo ridando centralità alla scuola potremmo anche nella nostra città rimettere in moto quella mobilità sociale oggi bloccata da rendite di posizione e crescenti differenze di reddito.

Le scuole della città possono inoltre essere catalizzatori di progetti di innovazione sociale e urbana, diventando attori chiave del City Lab. Orientando la loro creatività e passione alla soluzione innovativa dei problemi della città, gli studenti imparano a sviluppare una cultura imprenditoriale e creare nuove opportunità di lavoro. Attraverso laboratori di didattica attiva in cui imprese ed esperti affiancano i docenti nell’attività di mentoring, gli studenti diventano protagonisti del loro processo di apprendimento, accrescendone l’efficacia e trasformando la scuola in motori dell’innovazione.

Partecipazione

La partecipazione è uno strumento per rendere più giusto ed efficace il governo della città. Se ben organizzata, la partecipazione garantisce alle scelte pubbliche risultati migliori e durevoli. Quando la partecipazione coinvolge i cittadini fin dalla progettazione, la comunità vive le scelte politiche come proprie, e si prende più facilmente cura dei beni e dei servizi pubblici che contribuisce a produrre.

La democrazia nelle città va intesa come governo attraverso il dibattito informato e il confronto pubblico. Ciò può avvenire tra i cittadini dando vita a una reale partecipazione collettiva alla vita pubblica, utile a progettare una società migliore e più giusta. La partecipazione è un metodo che mette in sintonia i bisogni dei soggetti coinvolti e contribuisce a diffondere il senso di appartenenza a una comunità. Si devono portare alla discussione i soggetti più deboli, quelli meno ascoltati, spesso i meno organizzati. E’ dalla pluralità delle posizioni, dalla profondità delle argomentazioni e dall’autorevolezza del metodo che i forum partecipativi potranno diventare luoghi sia per influenzare sia per decidere le scelte del governo rappresentativo, evitando così la predominanza dei collettivi minoritari ma organizzati e le deliberazioni senza garanzie.

In conclusione, riaffermiamo che questo documento non vuole essere un programma politico, bensì un modo per individuare idee guida e temi strategici grazie ai quali avviare anche a Vicenza, com’è avvenuto nelle città europee più dinamiche e attrattive, un percorso concerto verso una città più intelligente, sostenibile e inclusiva. Quartieri, Innovazione, Scuola, Lavoro e Partecipazione sono cinque temi chiave che insieme ai valori condivisi non fanno un programma ma definiscono con chiarezza  un’identità.

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Appuntamenti

APERICENA
CARNEVALESCO


Sabato 23 febbraio – dalle ore 18.30 alle ore 20.30
Corso Fogazzaro 181

È iniziato il carnevale, quale migliore occasione di passare del buon tempo insieme!

Partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria scrivendo all’indirizzo: info@vinova.org
entro (e non oltre) venerdì 22 febbraio alle ore 12.00!


Eventi passati


Venerdì 25 gennaio ore 20.30
Auditorium dei Carmini
Corso Fogazzaro 252


La circolazione delle auto in centro storico: dialoghiamo sul futuro di Corso Fogazzaro e della nostra città con

Paolo Gurisatti economista
Fernando Lucato urbanista
Rolando Negrin medico pneumologo
Raffaello Pedrollo architetto

UNA CITTA' DA VIVERE - Locandina


Mercoledì 23 gennaio ore 20.30
Polo Giovani B55
(piazzale teatro Astra)

All’interno degli eventi del  PRIDE VICENZA GIUGNO 2019

L’ASSOCIAZIONE
LUCA COSCIONI

nella Giornata della Memoria
ricorda il PORAJMOS
(“grande divoramento” di Rom e Sinti perpetrato da parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale. Si stima che tale eccidio provocò la morte di 500.000 di essi.

Vicenza Pride 2019
Vi Pride 2019
Associazione Luca Coscioni - Vicenza
Luca Coscioni Vicenza

Regia di Radu Mihaileanu
Musiche di Goran Bregovic
Dialoghi italiani di Moni Ovadia
durata 103 minuti

Comunicati

Corso Fogazzaro – comunicato del 7 febbraio 2019

Il tratto di Corso Fogazzaro interessato

Ieri sera si è riunito il Consiglio Direttivo dell’Associazione Vinòva.

Si è discussa anche la questione Corso Fogazzaro, con particolare attenzione alla domanda di attualitá posta dal nostro Consigliere Ennio Tosetto al Consiglio Comunale.

Vinòva è assolutamente contraria alla riapertura della ZTL, valutando limitativa ed anacronistica un’idea di mobilitá riservata alle auto private, lontana da una idea di città moderna, sostenibile, attenta alle esigenze e alla salute dei suoi abitanti.

E’ altresì evidente per noi che, l’equazione +auto = incentivo al commercio sia un modo di pensare superato che non tiene conto delle nuove modalitá di acquisto e degli stili di vita attuali.

Sosteniamo che il centro storico, con le sue attività commerciali, piú che di auto si rafforzi con idee, iniziative, partecipazione; con cittadini che lo vivano e che lo abitino, con una strategia che ne valorizzi la valenza turistica e culturale.

In antitesi con quanto proposto dall’ attuale amministrazione cittadina, esprimiamo  il nostro appoggio al Comitato dei residenti FuturoFogazzaro e all’Associazione dei commercianti Casa Fogazzaro.

Sottolineiamo anche che Vicenza è una delle città italiane più inquinate, con un alto tasso di polveri sottili nell’aria che ha determinato lo sforamento dai limiti massimi per diversi giorni consecutivi solo nello scorso mese.

Una città più attenta, più bella e più europea dovrebbe pensare a togliere più auto possibili dal centro storico, allargare e valorizzare le zone pedonali, collegare in modo sostenibile i parcheggi esistenti di interscambio con il centro storico con delle navette elettriche.

Garantire le risorse per potenziare e sfruttare al meglio il servizio di trasporto pubblico, rinnovando il parco dei mezzi pubblici per renderli più sostenibili e realizzando una più corretta gestione del traffico.

Limitare ulteriormente l’accesso in città dei mezzi più inquinanti, monitorando costantemente in varie zone la qualità dell’aria.

Pensare e realizzare un efficiente servizio di bike sharing e di car sharing;

Promuovere, a partire dalle scuole, forme di mobilità sostenibile, come ad esempio la “scuola car free” o il “pedibus”.

Chiediamo all’Amministrazione di guardare al bene comune della città e non all’interesse di pochi.


Corso Fogazzaro

ViNova esprime il suo appoggio all’associazione “Casa del Fogazzaro” e al comitato “Futuro Fogazzaro”, condividendone le finalità e le recenti azioni intraprese.

ViNova fa della partecipazione il metodo per raccogliere le istanze dei cittadini, per discuterne criticità e punti di forza traducendole in progettualità condivisa e proposte concrete.

La meritoria spinta che queste associazioni stanno dando al confronto su questioni che interessano non solo residenti e commercianti della zona, ma tutti i cittadini di Vicenza (che vivono il loro centro storico), rientra per stile e contenuto nell’ idea di valorizzazione della città di ViNova.

La riapertura al traffico veicolare va in senso contrario, essendo una proposta calata dall’ alto dall’Assessorato e per nulla collegata ad azioni sinergiche di rivitalizzazione della zona; in piú, non sono minimamente considerati i tanti risvolti negativi dell’iniziativa.

Ci auguriamo che Sindaco e Giunta ascoltino gli oltre 1300 cittadini firmatari della petizione e rivedano questa anacronistica ed inutile  sperimentazione .

Il Consiglio Direttivo di ViNova